ce ne sape magnine d'u fiasche de l'olije

La godibilissa commedia dall’incipit fulminante, conserva per gli interi due atti l’intreccio ritmico, i tempi cadenzati con velocità d’azione, di comicità, di sviluppo concettuale, persino di morale conclusiva.

Se Magnine del titolo risulta il personaggio-pretesto per la collaudata, strepitosa coppia comica di Aldo L’Imperio (Raffaele) e Anna Cofano (Lina), la caratterizzazione di Domenico Ferrulli ne stabilisce il perno entro il quale (non terzo incomodo, ma elemento catartico e risolutivo), lega le quotidiane schermaglie coniugali dei due protagonisti.

Ferrulli disegna una figura peculiare alla situazione prima seriosa, poi di volta in volta giocosa nel coinvolgimento che lo conduce alla comicità, quasi per motivo speculare nell’incontro-scontro con la irresistibile vivacità della coppia farraginosa che dilata lo spazio contenuto dell’ascensore, pur nell’ingombrante fiera di attrezzeria che ne riduce  gli stessi baricentri e gli equilibri delle tre presenze.

Aldo L’Imperio offre al personaggio un’interpretazione maiuscola, in stretto contatto con la validità di un testo scritto con dovizia, qualità di intreccio, varietà di metafore, attribuendo all’affanno dei movimenti e del dettato fonico della voce, cadenze evocatrici dello slang frantumato, nelle parole e nel seno, di un Aldo Fabrizi.

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Anna Cofano, con la quale diventa possibile trasferire in eccellenza anche il teatro dialettale, che d’amatoriale conserva esclusivamente l’amore, dipana una comicità elegante, ricca di sfumature per scena e controscena, per collegamento sincopato ed abilmente distribuito dal centro verso i lati dei due maschi invischiati nella sua magneticità d’attrice e di personaggio, lei nucleo centrale e sigillo evolutivo della storia.

La sorpresa finale riconduce la comicità nell’alveo di una materia sociale di grande attualità e di necessaria meditazione, ritrovando nella similitudine emblematica dell’ascensore, quell’unità d’intenti e di eventi che l’arte del teatro sa condensare, trasmettendo al pieno delle risate accolte con grandi applausi del pubblico, i motivi di riflessione su tematiche autentiche e che cementano il coraggio della verità e la fedeltà ai valori della vita.

Gianni Amodio

Associazione Teatrale La Cricca

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